< 
Supermodel, ah! Chissà poi perché “Super”: spilungone anoressiche, viziate, stupide, con le labbra a canotto che pensano soltanto a sé stesse. Ah! Io facevo creazioni per gli dei. Edna “E” Modes, Gli Incredibili, 2004
Se ne parla un po’ ovunque. Bene e male. Dico anch’io la mia.
La pubblicità, perché di questo si tratta, graficamente lascia alquanto a desiderare ma non è questo il punto dolente, forse il punto chiave non sta nemmeno nel fatto che una campagna del genere non serve a combattere l’anoressia, penso che l’aspetto più criticabile stia nel basarsi sull’assunto purchè se ne parli; No Oliviero, non se ne può più, è un concetto vecchio, basta.
Io ho fatto come sempre un lavoro da reporter: ho testimoniato il mio tempo. Sono anni che mi interesso al problema dell’anoressia. Un tema tabù per la moda. Come l’Aids ai tempi. Adesso l’argomento tabù è l’anoressia. Io non credo che la moda abbia grandi responsabilità nel problema, è una cosa molto più ampia che riguarda tutti i media e in particolare la televisione, che propone alle ragazze modelli di successo assurdi. Oliviero Toscani
Questa dichiarazione potrebbe avere senso se non fossi stato ingaggiato da Flash & Partners (il gruppo che possiede il fashion brand NO.l.ita) per realizzare una pubblicità in stile Benetton.
Non è la solita pagina pubblicitaria da casa di moda ma non è neanche una campagna sociale e trovo che farla passare per tale sia triste, quasi come gli stilisti che utilizzano ragazze con evidenti disturbi del comportamento alimentare come modelle.
Link sull’argomento:
Spotanatomy – Studiolablog – Ted Disbanded – Account Girl
]]>